Ravenna2010

Conferenza Internazionale sulla Sostenibilità

CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL TEMA
DELLA SOSTENIBILITA’

Ravenna, 1 Ottobre 2010 – Sala
Zaccagnini

Resoconto a cura di Luigi Bruzzi e Andrea Zanfini

Programma della Conferenza

RELATORE

TEMA

Gianluca Dradi, Assessore all’Ambiente, Comune di Ravenna

Saluto inaugurale e apertura dei lavori

Alfonso Andretta, Lab e lab

Introduzione al tema della sostenibilità

Francisco Serrano Bernardo, Università di Granada (Spagna)

Strumenti tecnici e normativi per la sostenibilità

Luigi Bruzzi, Università di Bologna

Gestione sostenibile dell’energia

Enrique Toscano, Università di Bologna, già JRC Karlsruhe

L’energia nucleare: una risorsa sostenibile indispensabile
per il nostro futuro

Davide Giusti, ENEA – Università di Bologna

Il ritorno del nucleare in Italia: problemi e prospettive

Fortunato Vettraino, ENEA

L’impegno dell’ENEA per la sostenibilità

Franco Donatini, ENEL

L’impegno di ENEL nella gestione sostenibile dell’energia

Carlo Baruffi, Valerio Corradi, Università Cattolica del Sacro
Cuore

Percezione e accettabilità pubblica degli impatti
ambientali; Il valore dell’educazione, la

responsabilità della comunicazione

TAVOLA ROTONDA: Cultura e formazione per la sostenibilità

Modera: José Luis Rosúa Campos, Università di Granada (Spagna)

José Luis Rosúa Campos, Università di Granada (Spagna)

Formazione universitaria per la sostenibilità

Marco Sumini, Università Bologna

Alta formazione: il Master nucleare dell’Università di
Bologna

Gabriele Tamborini, JRC Karlsruhe

Istruzione superiore per la sostenibilità: il quadro
europeo

Angel Del Valls Casillas, Universidad del Càdiz

Istruzione superiore internazionale: i Master Erasmus
Mundus

Franco Casali, Università Bologna; Paola Rubbi, giornalista

Informazione e disinformazione sulla sostenibilità

Presentazione della bozza finale del libro “La Gestione sostenibile dell’ambiente”

A seguire dibattito e note conclusive

 

Alcuni anni fa Herbert Inhaber, uno dei primi studiosi dei rischi delle fonti energetiche, esordiva all’inizio di un suo libro con un motto che ancora oggi ci sembra appropriato: “there is no free lunch”. Detto con parole più semplici e valide più che mai in questo momento storico: se vogliamo energia dobbiamo anche accentarne i rischi.
Il nostro pasto è l’energia di cui non possiamo fare a meno per sostenere il nostro sviluppo, ma soprattutto per consentire lo sviluppo di quei paesi che fino ad ora non ne hanno fruito. L’analisi di Inhaber, criticata da molti ma sicuramente apprezzabile dal punto di vista metodologico, ha avuto un grande merito, quello di aver spostato l’analisi del rischio dalla sola fase in cui l’energia è prodotta all’intero ciclo di vita che si deve percorrere per ottenere il risultato finale che è l’energia nelle forme in cui noi ne facciamo uso, elettricità, movimento, luce, calore, ecc..

L’analisi di Inhaber prende come riferimento l’unità di energia elettrica prodotta da varie fonti rinnovabili e non rinnovabili, il chilowattora, ed ha valutato l’insieme di tutti rischi che riguardano l’intera vita della fonte energetica considerata.
Si scopre così che un chilowattora prodotto bruciando carbone ha nella estrazione mineraria il suo più elevato rischio ambientale e sanitario che risulta molto maggiore del rischio connesso alle emissioni di inquinanti nella fase di produzione di energia elettrica da parte di una centrale. Si scopre anche che non è vero che una turbina eolica sia esente da impatti ambientali, ma che questa condizione è quasi del tutto vera solo nella fase in cui si genera elettricità. Ma di quanta energia abbiamo bisogno per costruire una turbina eolica? E come si produce questa energia? Approfondendo questa analisi si verifica che l’energia necessaria proviene da centrali che bruciano combustibili fossili che a loro volta producono gas serra e altri impatti ambientali. Questo tipo di analisi è oggi uno degli strumenti più qualificati e diffusi per quantificare il rischio complessivo di tutte le tecnologie di cui l’uomo fa uso. Questo approccio, che si è sempre più sviluppato in tutti i settori della tecnica, è conosciuto come Valutazione del Ciclo di Vita, meglio noto come LCA, Life Cycle Assessment.

Le analisi che sono guidate da questo approccio permettono di individuare i percorsi più virtuosi per raggiungere il risultato finale che può essere un servizio reso (ad esempio il chilowattora prodotto, il chilometro percorso, la chilocaloria prodotta per il riscaldamento, ecc.) oppure un prodotto (ad esempio una automobile, un frigorifero, un computer, ecc.). Nella pratica ormai intrapresa non si parla solo di rischi ambientali e sanitari, ma si fa uso di un’altra  caratteristica che ha una valenza molto più ampia: la sostenibilità. Si pongono così i presupposti per impostare scelte di politica e di comportamento che siano indirizzate a una sempre maggiore sostenibilità. Lo sviluppo può essere definito sostenibile se “soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la possibilità che le future generazioni soddisfino i propri bisogni”: aderire ai principi dello sviluppo sostenibile nel settore energetico significa perseguire una politica indirizzata alla conservazione quali e quantitativa delle risorse naturali. Per conseguire questo obiettivo bisogna applicare i principi della sostenibilità che si riassumono in una gestione delle risorse naturali che sia ispirata al principio della equità intragenerazionale e intergenerazionale. La presa di coscienza di una tale esigenza stenta a svilupparsi per motivi noti: la disomogeneità dello stato di sviluppo, la gestione delle risorse concentrata nella mani di pochi, stili di vita che nei paesi sviluppati sono indirizzati a uno sfrenato consumismo e allo spreco. A fronte di tali obiettivi, la normativa internazionale e nazionale si è evoluta per far fronte a questa esigenza introducendo degli strumenti che possano permettere l’applicazione dei principi della Sostenibilità. Tali strumenti, uniti ai principali obiettivi e risultati conseguiti sono riportati nella tabella di seguito riportata.

STRUMENTO

OBIETTIVI

PRINCIPALI
RISULTATI

VIA

Stima
e mitigazione degli effetti ambientali nella fase preliminare di
realizzazione di un progetto

Prevenzione
degli effetti ambientali

VAS

Verifica
della accettabilità ambientale della pianificazione

Prevenzione
di pianificazioni non sostenibili

SGA

Continuo
miglioramento delle prestazioni ambientali

Gestione
sostenibile

LCA

Valutazione
degli effetti ambientali nelle fasi della vita di un prodotto/servizio

Conservazione
delle risorse naturali

BONIFICA

Ripristino
e/o isolamento di situazioni ambientalmente compromesse

Bonifica
di siti contaminati

Come si evince dalla tabella, la politica della sostenibilità si basa fondamentalmente su tre tipi di strumenti: la prevenzione, la gestione e la bonifica. I metodi di prevenzione e di bonifica sono in molti casi strumenti obbligatori; il ricorso a strumenti di gestione è spesso volontario, ma consente di dotarsi di una certificazione che, oltre a garantire un progressivo miglioramento della sostenibilità, consente di accedere a incentivi volti a migliorare le proprie prestazione ambientali.

L’obiettivo della Conferenza è quello di fare chiarezza ed approfondire gli aspetti legati agli strumenti per la sostenibilità e la gestione sostenibile dell’energia. Negli interventi svolti infatti è stata evidenziata l’importanza delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ed in particolare l’importanza che tali procedure rivestono ai fini dare risposte soddisfacenti a problemi oggetto di grande dibattito e di estrema attualità, come la costruzione delle centrali nucleari in Italia e i rischi degli sversamenti di petrolio in mare. La gestione sostenibile dell’energia passa inevitabilmente anche attraverso la considerazione della produzione di energia a partire dal nucleare, fonte sempre più sicura e pulita, e dalle considerazioni sui principali incidenti legati all’estrazione delle fonti fossili che sono avvenuti recentemente. Una corretta analisi dei problemi connessi all’impiego del nucleare e agli sversamenti di petrolio in mare evidenzia la necessità di valutare i rischi delle due tecnologie non limitandosi solo alla fase di produzione dell’energia ma considerando anche tutte le altre fasi del ciclo del combustibile: estrazione e trasporto nel caso del petrolio; estrazione, arricchimento, riprocessamento e smaltimento delle scorie per il nucleare. Aspetto non marginale in termini di protezione ambientale legato alle due citate tecnologie è quello della bonifica delle situazioni di degrado ambientale prodotte dagli incidenti maggiormente significativi: inquinamento del mare da petrolio e contaminazione  radioattiva conseguente ad un incidente nucleare. La seconda parte della conferenza è stata rivolta alla formazione professionale attraverso una tavola rotonda dedicata al tema di sostenibilità. In questa sede si sono state espresse le opinioni dei vari intervenuti sull’esigenza di una formazione specifica che abbia come principale punto di forza la creazione di professionalità specifiche per la gestione sostenibile delle risorse naturali. I vari intervenuti hanno inoltre
illustrato il ruolo che rivestono le Università coi corsi curriculari e con i Master e gli enti di formazione postlaurea per la formazione professionale. La tavola rotonda si è infine conclusa con la presentazione del libro “La gestione sostenibile dell’ambiente” frutto della collaborazione fra le Università spagnole ed italiane. Il libro è stato considerato meritevole di sostegno da parte della AECI (Agenzia spagnola di cooperazione internazionale), soprattutto per l’interesse che ricopre nella azione di supporto che la Spagna svolge a favore dei paesi dell’America Latina in materia di  formazione diretta alla sostenibilità. Di seguito vengono riportati in sintesi gli interventi dei relatori che hanno preso parte alla Conferenza Internazionale sul tema della Sostenibilità.

 

 

Dopo i saluti ed i ringraziamenti per l’interessante iniziativa da parte dell’assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna, Gianluca Dradi, l’introduzione alle tematiche della Conferenza è stata fatta da Alfonso Andretta di LAB & LAB, che ha ribadito l’importanza di eventi come questi per approfondire argomenti di sempre maggior interesse da parte di esperti internazionali.

Il primo intervento è stato quello di Francisco Serrano Bernardo dell’Università di Granada (Spagna), che ha illustrato gli aspetti tecnici, normativi e procedurali dei principali strumenti per la sostenibilità, in particolare approfondendo le metodologie della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), Valutazione Ambientale Strategica (VAS), dei Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) ed infine dell’Analisi del Ciclo di Vita. Dagli interventi di Serrano è emersa l’importanza dell’applicazione di tali strumenti per migliorare le prestazioni ambientali ed energetiche nelle Organizzazioni e raggiungere standard di sostenibilità sempre più elevati.

 

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Luigi Bruzzi dell’Università di Bologna, ha introdotto durante il suo intervento il tema dell’energia ed in particolare il ruolo sempre maggiore che sta assumendo in relazione al tema della sostenibilità. Infatti l’energia, se da un lato rappresenta il motore del nostro sviluppo, dall’altro presenta elementi di preoccupazione per l’ambiente e per l’uomo; l’intervento di Luigi Bruzzi ha approfondito in tale ottica il tema dell’energia, partendo dall’analisi energetica mondiale correlata ad aspetti ambientali, economici e sociali, fino a descrivere le varie tecnologie alternative al consumo di combustibili fossili e i più significativi strumenti di gestione sostenibile dell’energia.

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Quando si parla di produzione sostenibile dell’energia ed alternative ai combustibili fossili non si può prescindere da un approfondimento relativo al nucleare.
Questo tema è stato trattato durante nell’intervento di Enrique Toscano dell’Università di Bologna, che ha approfondito la situazione energetica facendo particolare riferimento ai vantaggi ambientali ed alle opportunità che il nucleare può rappresentare nel panorama nazionale, evidenziando gli aspetti più interessanti e più discussi di questa tecnologia che viene messa a confronto, in termini di sicurezza, ciclo di vita e durata con le altre fonti energetiche.

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Partendo dalle opportunità presentate nell’intervento precedente è seguita un’analisi della possibilità di un concreto ritorno del nucleare in Italia: questa opzione appare perseguibile ed i possibili vantaggi sono tangibili. E’ quanto è emerso dall’intervento dell’ Ing. Davide Giusti dell’Università di Bologna che ha descritto come l’attuale problema energetico del nostro paese sia anche figlio di scelte passate che si sono rivelate non corrette e non sostenibili. In ogni caso ancora nulla è compromesso ed in Italia un ritorno al nucleare è considerato possibile, anzi è fondamentale per rilanciare la situazione energetica italiana. Da qui emerge come l’energia nucleare rappresenti una vera alternativa ai combustibili fossili per la produzione di energia.

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Quando si parla di sostenibilità ed in particolare di gestione sostenibile dell’energia, troviamo sempre impegnata in prima linea nel campo della ricerca e dello sviluppo di strumenti sempre più innovativi l’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente). Fortunato Vettraino dell’ ENEA – Nuclear Fission Division, durante il suo intervento ha evidenziato l’impegno che ENEA sta portando avanti nei confronti della sostenibilità energetica, facendo un interessante approfondimento sulle tecnologie che si stanno sviluppando sempre di più in Italia e nel mondo, dalle fonti rinnovabili fino all’energia nucleare, senza tralasciare l’importanza  della prevenzione e del risparmio energetico.

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Altra importante testimonianza delle attività e dei progetti sviluppati nel campo della produzione sostenibile dell’energia è stata offerta dal dott. Franco Donatini, Responsabile Rinnovabili di ENEL. Dal suo intervento è emerso come una realtà come ENEL, la seconda società elettrica europea, sia sempre più sensibile a tematiche relative alla sostenibilità e all’ambiente. Questo aspetto è dimostrato dai sempre maggiori investimenti che l’Azienda utilizza per innovare i propri processi tecnologici e ridurre le emissioni di gas serra, dal carbone pulito, dalle fonti rinnovabili fino al nucleare.

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Nell’ultimo intervento della sessione mattutina sono state evidenziate le problematiche connesse alla percezione e all’accettabilità dei rischi quali elementi specifici di un dibattito pubblico e scientifico che negli ultimi anni ha riguardato il tema del rischio sia in una dimensione globale (es. effetti di riscaldamento climatico e inquinamento atmosferico) sia in una dimensione locale. Le relazioni di Carlo Baruffi e Valerio Corradi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno trattato il tema di grande rilievo della accettabilità pubblica evidenziando l’importanza che ha l’educazione ambientale per acquisire coscienza delle problematiche ambientali e rendere così meno pesante il fardello di una percezione dei rischi che spesso si allontana dalla realtà.

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La sessione pomeridiana della Conferenza ha previsto una tavola rotonda sul tema:

“Cultura e formazione per la sostenibilità”

In questa sede sono state espresse le opinioni dei vari intervenuti sull’esigenza di una formazione specifica che abbia come principale punto di forza la creazione di professionalità specifiche per la gestione sostenibile delle risorse naturali. I vari intervenuti hanno illustrato il ruolo che hanno per la formazione professionale le Università coi corsi curriculari e con i Master e gli enti di formazione postlaurea.

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Uno degli obiettivi che è emerso durante la conferenza riguarda le politiche energetiche che dovranno sempre più indirizzarsi verso una effettiva sostenibilità ambientale Ne è risultata la improrogabile necessità di ricorrere alla fonte nucleare come sostituzione/integrazione delle fonti fossili. Il nucleare, tuttavia, soffre di un problema prima di tutto culturale e formativo di cui e’ bene avere compiuta consapevolezza. Nell’intervento di Marco Sumini dell’Università di Bologna viene evidenziato come le implicazioni sul piano formativo di progettisti e tecnici e la sensibilizzazione delle parti interessate siano fondamentali per la buona riuscita delle politiche energetiche; la relazione analizza inoltre la situazione delle strutture formative nazionali, Enti di ricerca ed Università che sono le più necessarie per il rilancio di tali attività.

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Nel suo intervento Gabriele Tamborini del JRC Karlsruhe ha approfondito l’importanza del ruolo che ha l’istruzione superiore per la sostenibilità; durante la sua relazione è stato inoltre fatto il punto sulla situazione europea nel campo dell’alta formazione ambientale. Naturalmente quando si parla di formazione nel campo della sostenibilità ricoprono un ruolo fondamentale le materie scientifiche.

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L’intervento di Angel del Valls dell’Università di Cadice (Spagna) ha illustrato i rischi connessi agli sversamenti in mare di petrolio dovuti a incidenti a petroliere e a pozzi di petrolio offshore nella fase di estrazione; si evidenzia l’importanza di una azione preventiva in fase di Valutazione d’Impatto Ambientale che garantisca un completo controllo degli impatti ambientali. In entrambi i casi assume grande rilievo l’approccio alla sicurezza che deve basarsi sui metodi più avanzati di riduzione dei rischi ambientali e sanitari. L’analisi di sicurezza in parte richiesta dalla procedura di VIA, diviene un requisito indispensabile esplicitamente richiesto dalla normativa alla quale debbono attenersi gli impianti a rischio di incidente rilevante (Direttiva Seveso e relativa legislazione).

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L’intervento finale della tavola rotonda è stato quello di Franco Casali che ha tenuto una divertente conversazione con la giornalista Paola Rubbi sul tema dell’informazione e disinformazione relativa alla sostenibilità. In particolare sono stati analizzati i vari aspetti relativi alle fonti rinnovabili e all’energia nucleare sfatando alcuni “miti” relativi agli uni e agli altri e ponendo l’attenzione anche su altri aspetti ambientali su cui vale la pena soffermarsi e porre l’attenzione come ad esempio il problema  dell’acqua.

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La tavola rotonda si conclude con la presentazione finale del libro “La gestione sostenibile dell’ambiente”, frutto della collaborazione fra le Università spagnole ed italiane. Il libro è stato considerato meritevole di sostegno da parte della AECI (Agenzia spagnola di cooperazione internazionale), soprattutto per l’interesse che ricopre nella azione di supporto che la Spagna svolge a favore dei paesi dell’America Latina in materia di formazione diretta alla sostenibilità.